Un’operazione difficile e rischiosa quella dell’evacuazione d’emergenza che ha portato in salvo gli italiani e alcuni cittadini stranieri, più altri che avevano lasciato il Sudan in precedenza. L’operazione è scattata ieri alle prime ore del mattino in una Kartum teatro di scontri sanguinosi tra esercito e forze paramilitari che si contendono il potere: uomini delle forze speciali dell’esercito e dei carabinieri sono passati di casa in casa per trovare i nostri connazionali e li hanno fatti convergere fino alla residenza dell’ambasciatore italiano, di lì scortati in aeroporto. Impossibile decollare dallo scalo internazionale di Kartum, danneggiato dai combattimenti; unica via d’uscita l’aeroporto di Wadi Seidna, a 30 km dalla capitale. quindi gli italiani, con il personale dell’ambasciata italiana e della nunziatura vaticana a bordo di c130 dell’Aeronautica Militare hanno raggiunto la base militare italiana di Gibuti. giungono a Ciampino sani e salvi, grazie a lavoro della Farnesina, della Difesa e dell’Intelligence. Restano in Sudan 38 medici e infermieri di Emergency, e missionari Comboniani e Salesiani impegnati con i ragazzi delle scuole professionali, che hanno scelto di non lasciare il paese. La copertina di Tg2 Post






