Nelle ultime 24 ore centinaia di missili, razzi, mortai russi hanno bersagliato la regione di Sumy, nella regione nordorientale dell’Ucraina, e sulla città contesa di Bakhmut, nel Donetsk, accerchiata dai soldati di Mosca. Bombardate case, scuole, negozi nella zona di Kramatorsk.
Cinque persone sono state uccise, 9 ferite. Le forze di Kiev resistono, respingono decine di attacchi russi con l’auronautica, unità di razzi e artiglieria.
Un segnale di dialogo viene da Kiev: Andrii Sybiha vicecapo dell’ufficio del presidente – afferma sul Financial Times: “l’Ucraina è disposta a negoziati con la Russia sulla Crimea, se le forze di Kiev riusciranno a raggiungere gli obiettivi strategici e quando saranno al confine amministrativo con la penisola occupata dai russi.” Non ci sono prospettive di pace all’orizzonte, avverte senza mezzi termini il portavoce del Cremlino Peskov.
In una riunione informale del Consiglio di sicurezza dell’Onu – in questo periodo sotto presidenza russa – gli ambasciatori di Stati Uniti Gran Bretagna e altri paesi hanno abbandonato l’aula quando è stata data la parola alla commissaria russa Maria Lvova-Belova, incriminata per crimini di guerra dalla Corte Penale internazionale per la deportazione di bambini dall’Ucraina. Il servizio del Tg2 ore 13






