Israele: si dimette il capo dell’intelligence militare

QUELLA DI AHARON HALIVA, E’ LA PRIMA TESTA A CADERE DOPO IL CLAMOROSO FALLIMENTO DELL’APPARATO DI SICUREZZA DEL 7 OTTOBRE.

SE POLITICI COME IL PREMIER NETANYAHU RIMANDANO LA DISCUSSIONE A DOPO LA FINE DELLA GUERRA, IL GENERALE DI HAIFA HA AMMESSO QUASI SUBITO LE SUE RESPONSABILITÀ: I VERTICI MILITARI E LO SHIN BET, I SERVIZI INTERNI, SAPEVANO CHE QUALCOSA STAVA PER ACCADERE, MA NESSUNO CREDEVA AD UN’INVASIONE DI TREMILA TERRORISTI.

AVEVANO CESTINATO IL RAPPORTO DI UNA GIOVANE UFFICIALE CHE UN MESE PRIMA – ASCOLTANDO LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE SU GAZA – AVEVA INVIATO UN’ALLERTA MOLTO PRECISA: UNA SCIOCCHEZZA LA DEFINIVA HALIVA.

SCARTATO ANCHE IL RAPPORTO DELLE OSSERVATRICI MILITARI CHE LUNGO IL CONFINE CON GAZA NELLE SETTIMANE PRECEDENTI AVEVANO PREVISTO L’ATTACCO.

NON BASTA. A MEZZANOTTE DEL SEI OTTOBRE I SERVIZI SEGRETI NOTAVANO L’ACCENSIONE DI CENTINAIA DI SIM CARD ISRAELIANE DENTRO GAZA, MA RESTAVANO CONVINTI CHE HAMAS NON AVEVA INTERESSE A COMPIERE UN ATTACCO SU VASTA SCALA.

ALLE TRE DI NOTTE, IL CAPO DELLO SHIN BET CONVOCAVA UNA RIUNIONE TELEFONICA: HAMAS STA PER FAR SCATTARE UN ATTACCO CONTRO UN PAIO DI VILLAGGI, PENSAVANO. I VERTICI MILITARI ANDAVANO AL SUD, TROPPO TARDI E TROPPO POCO: L’ESERCITO, IN CONFUSIONE, POCO DOPO VENIVA TRAVOLTO DA UN’INVASIONE SENZA PRECEDENTI, LASCIANDO I CITTADINI IN BALIA DEI TERRORISTI PER 24 ORE. HALIVA, IN VACANZA AD EILAT, NON RISPONDEVA AL TELEFONO. TG1 ORE 20.00 DEL 22 APRILE 2024

Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori