Giornalistitalia. Manifesto carico di odio a Saxa Ruba. Solidarietà da Rossi, Unirai Figec e Comunità Ebraica. Giovan Battista Brunori nel mirino antisemita

ROMA – Gli odiatori seriali colpiscono ancora. Questa volta nel mirino è finito il giornalista Giovan Battista Brunori, corrispondente della Rai da Gerusalemme, vittima di un volgare manifesto antisemita carico di violenza. E l’episodio assume una rilevanza gravissima se si tiene conto che non è stato affisso in una strada di periferia ma nella bacheca di Radio 1 Rai della palazzina di Saxa Rubra.
Pertanto, l’autore o gli autori dell’ignobile gesto non sono degli anonimi passanti, ma soggetti regolarmente autorizzati a varcare i cancelli del Centro Radiotelevisivo “Biagio Agnes” di Saxa Rubra, in Largo Willy De Luca.
«La più ferma condanna per il manifesto antisemita comparso questa mattina nella bacheca di Radio1, a firma dei gruppi “Global Sumud” e “Libere di lottare” viene espressa dall’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, secondo il quale «si tratta di un episodio gravissimo che arriva al termine di giorni di polemiche strumentali e intimidazioni nei confronti del nostro corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, che svolge da anni con professionalità e rigore il proprio lavoro in uno dei teatri di crisi più difficili e pericolosi al mondo».

«Il manifesto, che ripropone stereotipi e iconografie della peggiore pubblicistica antisemita del passato, affisso all’interno della sede di una testata Rai, rappresenta – denuncia Rossi – un fatto di eccezionale gravità e richiama metodi di intimidazione e di isolamento nei confronti dei giornalisti che evocano le pagine più oscure della storia del nostro Paese, incompatibili con il confronto democratico e con la libertà di informazione».
Il direttore di Radio1, Nicola Rao, ha immediatamente richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine e la Digos ha effettuato un sopralluogo, acquisendo il manifesto e gli altri elementi utili agli accertamenti. Dal canto suo, la Rai ha già disposto un’indagine interna annunciando che «ogni comportamento che favorisca o tolleri simili azioni sarà punito con il massimo rigore».

«Al collega Giovan Battista Brunori – sottolinea Giampaolo Rossi – va la piena vicinanza mia personale e di tutta l’Azienda. La Rai continuerà a difendere la libertà di informazione, il pluralismo e la sicurezza dei propri giornalisti, respingendo con fermezza ogni forma di odio, antisemitismo, intimidazione e violenza».
Solidarietà al collega Giovan Battista Brunori viene espressa anche dal sindacato dei giornalisti Unirai Figec evidenziando la gravità del «manifesto che propaganda puro antisemitismo» che non è altro che «un distillato di odio razziale che viola i codici civile e penale e attenta alla nostra Carta Costituzionale». Per Unirai Figec si tratta di «un’intollerabile espressione di intimidazione e violenza che espone il collega giornalista, impegnato in rischiose zone di guerra, anche al pericolo di rappresentare un obiettivo politico, con imprevedibili conseguenze sul piano della sua sicurezza e di quella della sua famiglia».
«Il manifesto affisso – sottolinea il sindacato dei giornalisti – è un chiaro invito a colpire un collega giornalista con i metodi che richiamano il periodo del più cruento terrorismo. Unirai Figec chiede, quindi, che «venga fatta al più presto luce sul caso e invoca provvedimenti urgenti da parte dell’azienda per individuare e sanzionare i responsabili».
«Riteniamo questo gesto – conclude Unirai Figec – un inquietante segnale di pericolo per la sicurezza del collega Brunori e, pertanto, pretendiamo che vengano aumentate le misure a tutela della sua incolumità».
In merito al grave episodio, la Comunità Ebraica di Milano esprime «la più ferma condanna» e chiede «un’immediata e approfondita indagine da parte dell’autorità giudiziaria per individuare e punire i responsabili di questo atto aberrante».

«Che all’interno del servizio pubblico ci fossero sacche di antisemitismo – afferma Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica di Milano – era purtroppo evidente già dagli attacchi sferrati da alcuni membri del Cda contro le corrispondenze di giornalisti “non allineati”. Oggi, però, assistiamo a un salto di qualità intollerabile: siamo di fronte a un’intimidazione aperta, manifestata nelle sue forme più violente, razziste e discriminatorie».
La Comunità Ebraica di Milano esprime la «massima solidarietà e vicinanza al corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, bersaglio di aggressioni verbali e delegittimazioni che richiamano i metodi e le pagine più buie del nostro passato».

Il Centro di Produzione Rai “Biagio Agnes” a Saxa Rubra

«L’uso di stereotipi e iconografie dell’odio antiebraico all’interno delle sedi dell’informazione pubblica – conclude Meghnagi – rappresenta un attacco non solo alla comunità ebraica, ma alla libertà di informazione e ai valori democratici del Paese. Ci aspettiamo che la Procura della Repubblica e i vertici aziendali facciano piena luce sulla vicenda, senza sconti o tolleranze verso chi fomenta l’odio antisemitico». (giornalistitalia.it)

Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori