E’ atterrato all’aeroporto di Leon in Messico per nulla defatigato nonostante le 14 ore di volo: pieno di energie, visibilmente contento di dare il via al suo 23 esimo viaggio internazionale in Messico e a Cuba. Benedetto XVI – in gran forma – è uscito dall’aereo sorridente, ha salutato la folla che lo attendeva, ha sceso la scaletta dell’aereo, ha salutato il presidente messicano Calderon e la first lady Margarita Zavala. Il tutto senza usare il bastone che invece aveva utilizzato, per la prima volta in pubblico, alla partenza all’aeroporto di Fiumicino: un bastone per la verità portato con molta disinvoltura da Benedetto XVI. Di certo l’energia delle folle messicane – come era avvenuto con il predecessore – ha ritemprato un papa che sta per compiere 85 anni. Più che il ritmo incessante della sua azione pastorale sembra piuttosto pesare sulle spalle dell’anziano pontefice la croce che deve portare: non lo aiutano certo il clima che si respira in certi ambienti curiali, le lotte di potere e qualche corvo di troppo che negli ultimi tempi svolazza sopra le ovattate stanze vaticane e sui quali sono aperte tre differenti indagini interne.








