Trasformare la regione orientale del Mediterraneo, in un nuovo soggetto che possa portare il gas in Europa. Si rafforza la collaborazione tra Israele, Cipro e la Grecia e comincia a prendere forma il progetto di un corridoio energetico, per far arrivare il gas nel vecchio continente, mentre i paesi occidentali – dopo l’invasione dell’Ucraina, cercano di affrancarsi dal gas russo e di trovare nuove forme di approvvigionamento. Gas, energia elettrica ed energie alternative sono state al centro del vertice che si e’ svolto a Nicosia tra il premier israeliano Netanyahu, il presidente cipriota Christodoulides e il premier greco Mitsotakis. Sul tavolo in particolare il progetto sulla realizzazione di un gasdotto sottomarino per portare a Cipro il gas estratto dai nuovi giacimenti offshore scoperti nelle acque israeliane, novita’ significativa nell’economia israeliana degli ultimi anni.
Da Cipro il gas potrebbe alimentare centrali elettriche oppure potrebbe venire liquefatto per poi essere trasportato in Europa via nave.
Allo studio anche il progetto della costruzione di un cavo elettrico sottomarino da 2.000 megawatt, chiamato Euroasia interconnector, il piu’ lungo e profondo del mondo, che colleghera’ le reti dei tre paesi con l’Europa continentale, progetto sostenuto anche dall’unione europea.
I prossimi tre- sei mesi afferma il premier israeliano Netanyahu – potrebbero essere decisivi per conoscere il destino di un gasdotto che i giacimenti israeliani e ciprioti, da soli, potrebbero alimentare, garantendo un fabbisogno minimo di 15 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno.
Il progetto e’ fattibile ma complesso, e necessita di un accordo con la Turchia, che ha un contenzioso con Cipro, e che finora ne ha rallentato la realizzazione. il servizio di Rainews24





