Mentre l’inverno si avvicina rallentando il ritmo di una guerra che ha causato finora – tra morti e feriti – 100 mila vittime russe e altrettante ucraine, la diplomazia sembra muovere qualche passo. il presidente Zelenski ha un po’ attenuato le sue richieste per sedersi al tavolo delle trattative con la Russia e non pone più la condizione di tenere fuori dai negoziati il capo del Cremlino. secondo indiscrezioni riferite dai media, sarebbe stata l’amministrazione americana – anche durante il recente faccia a faccia del consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan con Zelenski – a convincere il presidente ucraino a mostrare maggiore entusiasmo per porre fine al conflitto in modo amichevole e sensato. tra le condizioni poste da Zelenski, il ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina, la punizione dei crimini di guerra e le riparazioni dei danni. il Cremlino ora si dice pronto a discutere con l’Unione europea, ma qualsiasi proposta di pace – afferma la portavoce Zakharova – dovrebbe tenere conto della situazione sul campo e avere un valore aggiunto per la Russia. il presidente turco Erdogan – unico leader a poter parlare sia con Kiev che con Mosca definisce importante la decisione della Russia di ritirarsi da Kherson. una evacuazione, ha affermato il presidente americano Biden, segno dei problemi dell’esercito russo, evacuazione annunciata dopo le elezioni del congresso degli Stati Uniti. Al G20 di Bali in Indonesia la settimana prossima non sarà presente Putin, ma non si esclude un suo collegamento a distanza. il servizio del Tg2 ore 13 del 10 11 2022





