passa da Roma la via diplomatica alla soluzione della guerra in Ucraina.
Stati Uniti e Cina schierano due personaggi di calibro: il consigliere per la sicurezza nazionale americana Jake Sullivan e il potente capo della diplomazia del partito comunista cinese, Yang Jiechi. il contenuto dei colloqui – avvenuti in un albergo della capitale – è top secret, ma la discussione sulla guerra viene definita da Sullivan “sostanziale”. Washington e Pechino intendono mantenere aperte linee di comunicazione. Sul tavolo delle trattative ci sono le sanzioni contro Mosca, che l’amministrazione Biden vorrebbe inasprire e che il leader cinese Xi Jinping ha invece criticato. Sul bilaterale romano aleggia anche la notizia che la Cina sarebbe aperta a fornire appoggio militare alla Russia, notizia – diffusa dal Financial Times – pero’ smentita sia da Pechino che da Mosca. Se Washington persegue una strategia di sicurezza globale, anche la Cina è preoccupata da una guerra che nei giorni scorsi aveva deplorato e che comprometterebbe i delicati equilibri commerciali mondiali, che pechino tiene al vertice delle sue preoccupazioni.
Domani nuovo round di colloqui, a Palazzo chigi Chigi l’americano Sullivan incontrera’ il consigliere diplomatico di Mario Draghi Luigi Mattiolo.
Mentre colloqui sono intercorsi tra le delegazioni ucraina e russa, in videoconferenza, nuovo giro di vite dell’unione europea che ha approvato il quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia: colpisce diversi settori dell’economia di mosca ma anche individui coinvolti nell’aggressione dell’Ucraina. Via libera, anche alla richiesta all’Organizzazione Mondiale del Commercio di sospendere per la Russia, la clausola della “nazione più favorita” . Il servizio al Tg2 ore 20.30





