Cresce la tensione al confine tra Libano e Israele. Aumentano le provocazioni e le operazioni militari del movimento integralista Hezbollah: a pochi metri di distanza si confrontano ora pericolosamente miliziani dell’ala militare del movimento sciita filoiraniano – considerato organizzazione terroristica da Stati Uniti, Israele e Unione europea – e soldati dello Stato ebraico. Ieri un miliziano ha scagliato una bomba molotov in direzione del confine, i militari israeliani hanno esploso colpi di avvertimento. Due avamposti per osservare le mosse del nemico, nelle scorse settimane erano state installate da hezbollah in territorio che Israele considera come proprio, mentre oramai gli uomini di Hezbollah, armati, si fanno vedere apertamente in una zona, la linea blu, che invece, dopo la guerra del 2006, dovrebbe essere vietata ai combattenti armati, come stabilito da una risoluzione dell’Onu. Secondo un centro studi israeliano, l'”Alma Center”, gli Hezbollah hanno bisogno di un conflitto, che – per quanto devastante – potrebbe rafforzare l’egemonia del movimento sciita su un paese al collasso economico e politico. Per questo sul confine era giunto nei giorni scorsi il ministro della difesa israeliano Gallant, che aveva lanciato un duro avvertimento: “in caso di guerra il libano tornerebbe all’età della pietra”. Su un altro fronte caldo, in Cisgiordania, le forze di sicurezza hanno demolito edifici costruiti illegalmente da coloni, vicino a Ramallah, su proprietà private di palestinesi. Tafferugli sono scoppiati tra esercito e coloni. una persona è stata arrestata. il servizio di Rainews 24 andato in onda il 14 agosto 2023





