Proteste… di genere

Il popolo della protesta contro la riforma della giustizia è tornato in piazza, ancora una volta. Una protesta che va avanti da 33 settimane consecutive contro un una riforma che – affermano i manifestanti – mina le fondamenta democratiche dello Stato d’Israele, riforma che invece il governo Netanyahu considera necessaria per riequilibrare i poteri dello stato. Intanto nel paese aumenta la divisione tra laici e religiosi.
I manifestanti di Kaplan street a Tel Aviv gridano “Israele non è l’Iran”. Le donne affermano: Giù le mani dai miei diritti.” denunciano i tentativi dei partiti ultraortodossi oggi al governo di spingere il paese verso una maggiore separazione tra uomini e donne nei luoghi pubblici. Dal palco parla la madre di un’adolescente, che assieme alle sue amiche nei giorni scorsi era stata costretta dall’autista di un pulmann a sedersi nella parte posteriore del mezzo: pratica dichiarata illegale dai tribunali, quella della separazione tra uomini e donne, anche se alcuni religiosi continuano a farlo in modo informale. Altre ragazze nei giorni scorsi erano state fatte scendere da un autobus perche’ erano vestite in modo succinto. È diventato virale poi un video in cui donne cantano un popolare brano musicale, suscitando l’irritazione di alcuni religiosi, secondo i quali non e’ bene che l’uomo ascolti il canto femminile, e parlano di atto “provocatorio e offensivo”. In questa caldissima estate roventi polemiche erano scoppiate anche sui progetti di introdurre ore di nuoto separate per uomini e donne in un paio di sorgenti naturali, vicino a Gerusalemme.
Proteste anche perché la nuova metropolitana leggera appena inaugurata a Tel Aviv, è chiusa durante la festa del sabato ebraico. il servizio di Rainews24 del 20 agosto 2023

Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori