bisogna andare in asia – aveva detto francesco dopo il precedente viaggio in brasile – papa benedetto non ha fatto in tempo ad andarci e ci sono già inviti in sri lanka e nelle filippine. a seul è stato accolto da un milione di persone. nel terzo giorno della sua visita apostolica in corea del sud papa francesco ha beatificato 124 martiri coreani – fondatori del cristianesimo in questa terra – torturati a migliaia, decapitati e anche sepolti vivi nella piazza davanti alla Porta di Gwanghwamun, la porta d’accesso dell’antico palazzo imperiale. piazza che oggi ospita gli eventi più importanti di seoul. i cristiani sono stati perseguitati perché la loro stessa esistenza scompaginava i rigidi canoni della società dell’epoca. almeno un secolo di persecuzioni tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. come ha ricordato il papa – messi di fronte alla scelta se rinnegare il cristianesimo o la morte scelsero quest’ultima. “i martiri – ha aggiunto Francesco -ci ricordano che bisogna mettere Cristo al di sopra di tutto e non scendere a compromessi con la fede”. e proprio la missione in asia è una priorità per il primo papa gesuita, sulla scia degli altri discepoli di sant’ignazio che alla fine del ‘500 portarono prima degli altri il vangelo in cina. l’asia – che da periferia del mondo sta diventando sempre più centrale per le sorti del pianeta, e sfida l’occidente in economia e nella politica, è una frontiera anche per il cristianesimo che in questo continente – salvo eccezioni – è visto come uno straniero. alle ore 20,30 il servizio del Tg2






