Netanyahu e le proteste

Il lungo corteo partito martedi sera da Tel Aviv si allunga di giorno in giorno, e prosegue la sua marcia verso Gerusalemme. Almeno trentamila i manifestanti che protestano in questo modo contro la riforma della giustizia avviata dal governo Netanyahu: Lungo il percorso di 70 chilometri, sono state allestite tendopoli: Obiettivo raggiungere Gerusalemme domenica, in vista del voto del parlamento israeliano, la Knesset, che lunedi dovrebbe approvare la prima parte della riforma, quella che sulla clausola di ragionevolezza, che limita il potere della corte suprema, a vantaggio del potere esecutivo e legislativo.
I manifestanti temono un indebolimento della democrazia israeliana, in un paese che non ha una costituzione scritta, circostanza negata invece dal premier Netanyahu che in un discorso alla nazione ha affermato che Israele rimarra’ un paese democratico e liberale, e difendera’ sempre i diritti dei sui cittadini. Netanyahu inoltre si e’ impegnato a cercare in parlamento il massimo consenso possibile sulla riforma.
Mentre le proteste sono giunte alla 28 esima settimana consecutiva, preoccupazione per la stabilita’ di Israele e del Medioriente era stata espressa dal presidente americano Biden, che nei giorni scorsi aveva chiesto a Netanyahu di cercare un ampio consenso in parlamento, e ha invitato il premier a recarsi negli Stati Uniti. il servizio del Tg1 ore 13.30

Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori