“Gesù nasce in mezzo a noi al freddo” afferma il papa nel solenne messaggio natalizio, prima di impartire la benedizione Urbi et Orbi, alla citta’ di Roma e al mondo. Nasce in una mangiatoia per animali, povero tra i poveri.
Mentre viene donato il principe della pace – scandisce Francesco – venti di guerra continuano a soffiare sull’umanita’, come in Ucraina. Il papa invoca la pace e il dialogo in Medioriente, in Siria, nello Yemen, in Iran, paesi per i quali invoca “riconciliazione” e la fine di “ogni spargimento di sangue.
Invita i fedeli a riscoprire il vero senso di questa festa, chiede di non dimenticare i più deboli: i profughi che bussano alle nostre porte, le persone sole, gli orfani, gli anziani, i carcerati. “Se vogliamo che sia Natale, il Natale di Gesù e della pace – afferma il pontefice – guardiamo a Betlemme e fissiamo Lo sguardo sul volto del bambino che è nato per noi! E in quel piccolo viso innocente, riconosciamo Quello dei bambini che in ogni parte del mondo anelano alla pace.” Il servizio del Tg2 ore 20.30





