L’attentato alla Sinagoga: 40 anni di misteri

Ancora oggi, a 40 anni di distanza per Gadiel Gay Tache’ e’ molto difficile parlare dell’attentato alla sinagoga di roma. ricorda poco di quell’attacco che gli ha cambiato la vita per sempre. il 9 ottobre 1982. alle 11 55 cinque terroristi palestinesi esplodono bombe a mano e raffiche di mitra ad altezza d’uomo. gadiel ha 4 anni quando assieme alla famiglia partecipa al rito nel tempio maggiore per la festa di Sukkot, rito molto affollato durante il quale avvviene la benedizione dei bambini. gadiel rimane gravemente ferito. il fratellino di due anni, stefano, viene colpito a morte. ferite altre 40 persone. Gadiel poi si riprendera’. notizie e immagini pubblicate ora nel suo libro “il silenzio che urla”, edito da Giuntina.

Un attentato ancora pieno di punti interrogativi. nessuno paghera’ per quell’attacco. nessuna richiesta di estradizione per l’unico arrestato osama Abdel al Zomar, poi rilasciato e finito in Libia. mistero sugli altri componenti del commando.

di sicuro pero’ c’e’ che l’attentato si verifica al culmine di un’ondata di odio senza precedenti, anche contro i cittadini italiani di religione ebraica: era in corso la guerra in libano, a settembre era avvenuto il massacro nel campo profughi palestinese di sabra e chatila, e nello stesso periodo giungeva in italia il leader dell’olp yasser arafat ricevuto dal presidente pertini, dalla presidente della camera jotti, e da giovanni paolo ii. visita che suscito’ roventi polemiche.

proprio in quel periodo, una bara, veniva messa davanti alla sinagoga dai manifestanti di un corteo sindacale.

ancora oggi a suscitare polemiche e’ la mancata vigilanza della sinagoga dal parte delle forze dell’ordine, nonostante le precedenti richieste di intervento da parte delle autorita’ ebraiche e nonostante le informative dei servizi segreti che mettevano le comunita’ ebraiche e in particolare la sinagoga di roma in cima alla lista di possibili obiettivi.

In un’intervista del 2008 rilasciata dall’ex presidente della repubblica al quotidiano israeliano Yedioth Ahronot, francesco cossiga parla dell’esistenza di un patto segreto con i palestinesi, attivo gia’ dagli anni ’70, impropriamente definito “lodo Moro”, perche’ in realta’ furono numerose le personalita’ coinvolte: lo stato italiano non si intrometteva negli affari dei terroristi, garantiva loro liberta’ di passaggio di armi ed esplosivi, in cambio della promessa a non compiere attentati nel nostro paese.

Ma i cittadini italiani di fede ebraica – come ammette Cossiga – erano esclusi dall’accordo di intelligence. sull’attentato ora indaga la procura di roma, che ha riaperto l’inchiesta. il servizio di Giovan Battista Brunori andato in onda a Tg2 Storie l’8 ottobre 2022

Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori