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Una giornata di guerriglia-shopping con di tanto di rissa e vetrine rotte: 25 mila persone hanno dato l’assalto a Trony che ha aperto i battenti a ponte Milvio a Roma con una maxiofferta di ultime novità di prodotti high-tech a prezzi particolarmente vantaggiosi. E così nel pieno di una crisi di cui non si vede ancora la fine il megastore ha incassato almeno 2,5 milioni di euro, per una spesa media per cliente di 270 euro. Esauriti iPhone 4 superscontati a 399 euro e televisori da 32 pollici a meno di 100 euro, lavatrici e notebook. Una volta si verificava una ressa così per il pane; oggi – chi più chi meno – siamo diventati schiavi della civiltà dei consumi. D’altra parte questi oggetti sono belli e utili. Ottenere l’ultimo modello di iPhone è il top della felicità, un “must” per il quale molti sono disposti a passare la notte all’addiaccio, a dormire in auto, ad indebitarsi. In fila c’erano immigrati ma anche tanti italiani, giovani e anziani. Un unico linguaggio per tutti: al posto del dialogo interculturale il modello unico del consumo. Qualche esperto parla di effetto-crisi che spinge molti a gettarsi nella mischia per non perdere lo sconto da capogiro. C’è chi parla di “effetto sciame” legato al tam tam sul web, qualcun altro – meno sofisticato – di gregge di pecore. Il popolo della primavera araba ha lottato per conquistare la libertà. Il popolo di Trony ha lottato per acquistare uno smartphone: speriamo che trovi anche la spina per innescare il cervello.





