“il sindacato è chiamato ad essere voce di chi non ha voce” dice papa Francesco ricevendo 5000 tra dirigenti delegati e attivisti della Cgil. Dopo il saluto del segretario generale Maurizio Landini che ha sottolineato il particolare apprezzamento sui temi delle encicliche “Laudato si”, e “Fratelli tutti”, il pontefice – interrotto piu’ volte dagli applausi – afferma: Occorre ripartire dal valore del lavoro: Quest’epoca ha in parte deluso le aspettative di giustizia, malgrado i progressi tecnologici e a volte – scandisce Bergoglio – proprio a causa di quel sistema perverso che si definisce tecnocrazia. Il lavoro invece permette alla persona di realizzare sé stessa – dice Francesco – di vivere la fraternità, di migliorare il mondo. Rinunciare ad investire sulle persone per ottenere un maggior profitto – afferma Bergoglio – è un pessimo affare per la società”. Si riscontra ad esempio – sottolinea il pontefice – là dove la dignità umana viene calpestata dalle discriminazioni di genere; lo si vede anche nel precariato giovanile. Quindi il monito contro la disoccupazione, o un lavoro poco dignitoso, contro le troppe vittime sul lavoro. Il pontefice invita i sindacalisti ad essere “sentinelle del mondo del lavoro”, generando alleanze e non contrapposizioni sterili. E affida loro il mandato di educare alla pace, anche nei luoghi di lavoro. Al termine, una ovazione. il servizio del Tg2 ore 13





