Mentre nuovi attacchi russi bersagliano senza sosta le infrastrutture strategiche ucraine, come le condutture del gas nella zona di Zaporizhzhia, nel sud del paese le forze di Kiev si preparano alla battaglia decisiva di Kherson, l’unica capitale regionale ancora in mano ai russi, porta d’accesso alla Crimea. La controffensiva ucraina sta facendo progressi nel sud e nel nord est del paese. Dagli Stati Uniti in arrivo altri 400 milioni di dollari in aiuti militari – droni blindati e carri armati – come ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale americana Jake Sullivan incontrando a Kiev il presidente Zelenski. Verrà creato un quartier generale in Germania per l’assistenza alla sicurezza. A Kherson le autorità imposte da Mosca, prima annunciano il coprifuoco per difendere la città e poco dopo lo annullano, senza dare spiegazioni, mentre i civili vengono evacuati: della necessità di allontanare gli abitanti dalla zona del conflitto ha parlato lo stesso Putin – ammettendo indirettamente le difficoltà dell’operazione militare. il presidente, che ha firmato una legge che consente di mandare al fronte anche chi ha commesso reati gravi, è tornato ad accusare l’occidente di voler distruggere la Russia. secondo il leader del Cremlino il confronto con quello che definisce il regime neonazista di Kiev era inevitabile. Uno stop all’escalation giunge invece da pechino dove il presidente Xi Jinping assieme al cancelliere tedesco Scholz hanno espresso ferma opposizione alla minaccia di usare armi nucleari. il servizio del Tg2 ore 20.30





