In Israele riparte la protesta

Centinaia di persone hanno invaso le strade davanti alla casa del ministro Levin, nella citta’ di Modiin, per protestare contro la riforma della giustizia, fortemente voluta dal governo Netanyahu. Le proteste, giunte oramai alla loro 36 esima settimana consecutiva, e che hanno portato in piazza milioni di israeliani, sta giungendo al suo culmine: Dopo il voto alla Knesset, il parlamento israeliano, che il 24 luglio scorso ha cancellato la cosiddetta clausola di ragionevolezza”, che limita il potere della Corte Suprema di impugnare i provvedimenti del governo, domani tutti i 15 giudici della corte suprema, fatto mai avvenuto nella storia israeliana, si riuniranno per cominciare ad esaminare la raffica di petizioni contro la decisione del parlamento. Gia’ da stasera migliaia di persone si sono date appuntamento da tutto il paese davanti alla Corte: Per l’opposizione la riforma mina le basi della democrazia israeliana, per la maggioranza Netanyahu invece e’ necessaria per bilanciare i poteri dello Stato. Nonostante i toni dello scontro si facciano sempre piu’ duri, con scioperi, minacce di astensione dal servizio dei riservisti dell’esercito, fibrillazioni sui mercati, una decisione della corte suprema potrebbe arrivare solo a gennaio, consentendo alle parti di raggiungere una tregua: Se non si trovasse un compromesso, il premier Netanyahu potrebbe presentare una versione ridotta del progetto originario. il servizio di Rainews24

Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori