Il World Jewish Congress in Vaticano

Per la prima volta nella storia un’assemblea del World Jewish Congress si è tenuto in Vaticano. Subito dopo, l’udienza con papa Francesco: “bonificare il mondo dall’ingiustizia che affossa la convivenza fraterna tanto quanto le devastazioni ambientali che compromettono la salute del pianeta”, ha affermato il pontefice: una sfida che per papa Francesco deve accomunare ebrei e cristiani alla luce del ricchissimo patrimonio spirituale che condividono. Ricevendo in Vaticano i rappresentanti del Congresso Ebraico Mondiale il pontefice ha indicato le sfide da affrontare: Il mondo è segnato dalla violenza, dall’oppressione e dallo sfruttamento – ha sottolineato il papa. “Occorre agire insieme fare il possibile per fermare le guerre e aprire vie di pace.” Anche nella martoriata ucraina, una “guerra sacrilega che minaccia ebrei e cristiani allo stesso modo.” Occorre lottare contro le disuguaglianze con iniziative politiche, culturali e sociali per migliorare il pianeta – ha affermato Francesco – quello che gli ebrei chiamano “tiqqun olam”, riparare il mondo. Un cammino tormentato quello tra le due religioni, segnato per secoli da odio, diffamazione e persecuzioni antiebraiche, una storia che ha cambiato verso con il concilio vaticano ii nel 1965, che ha cancellato l’antica accusa di deicidio, riabilitando il popolo ebraico, depositario delle antiche promesse. Un segno dei tempi, la celebrazione – per la prima volta nella storia – del comitato esecutivo del congresso ebraico mondiale che – come ha affermato il presidente Ronald Lauder – ha varato un memorandum per aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra le due religioni. il servizio del Tg2 ore 16,20
Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori