Il ministro Fioramonti, il crocifisso e Natalia Ginzburg

IL SERVIZIO DI GIOVAN BATTISTA BRUNORI A TG2POST al minuto 9′ 53″

Hanno suscitato un vespaio di polemiche le dichiarazioni del ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti sull’idea di rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche.
Polemiche tuttavia in seguito placate dallo stesso ministro, che ha fatto marcia indietro dopo l’immediata e trasversale disapprovazione di un’ipotesi che non è all’ordine del giorno del programma di governo. i problemi della scuola non sono questi, è stato ribadito da più parti.
E tuttavia la polemica sulla scuola laica, e in particolare sulla presenza o meno di questo simbolo nei luoghi pubblici come un fiume carsico periodicamente riaffiora in italia – spesso all’inizio degli anni scolastici, per poi tornare ad inabissarsi. Piu’ volte è stata avanzata la richiesta di eliminare il crocifisso dalle pareti dai luoghi pubblici perché lederebbe i principi della libertà di coscienza e di religione, in un paese diventato da tempo multietnico e multireligioso. L’uomo che ha diviso in due la storia, prima e dopo Cristo, dopo duemila anni fa ancora discutere.

Legato alla storia del nostro paese, alle sue tradizioni, il crocifisso – hanno riconosciuto due pronunciamenti del Consiglio di Stato, una sentenza della Corte Costituzionale e la stessa Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo – non lede alcun diritto: è un simbolo passivo, la sua esposizione non è di per se un atto di indottrinamento anche perché l’ora di religione cattolica non è un insegnamento obbligatorio.
Quel simbolo non confligge con i valori di uno stato laico, che tutela tutti, laici o credenti nelle varie religioni che siano, come scriveva 31 anni fa su “l’Unità” Natalia Ginzburg, ebrea ed atea:

“a me dispiace che il crocefisso scompaia. Se fossi un insegnante, vorrei che nella mia classe non venisse toccato. Ogni imposizione delle autorità è orrenda… Non può essere obbligatorio appenderlo. Però secondo me non può nemmeno essere obbligatorio toglierlo.”

“il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini.”

“Gesù Cristo ha portato la croce… Tutti, cattolici e laici portiamo o porteremo il peso, di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso.”

Gesu’ “Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono divenute il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Sono il contrario di tutte le guerre. Il contrario degli aerei che gettano le bombe sulla gente indifesa. Il contrario degli stupri e dell’indifferenza che tanto spesso circonda le donne violentate nelle strade.”

“Il crocifisso fa parte della storia del mondo”

Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori