Il dialogo Vaticano Ucraina

Il faccia a faccia tra il papa e il presidente ucraino giunge dopo oltre 400 giorni di guerra e mentre si moltiplicano le iniziative diplomatiche per tentare di fermare il massacro, a cominciare dal rinnovato attivismo della Cina su cui anche il Vaticano ripone grandi speranze. Volodymir Zelenski era gia’ stato ricevuto da papa Francesco l’8 febbraio 2020 in tutt’altro clima, prima dell’invasione russa dell’Ucraina. La diplomazia vaticana non si e’ mai fermata per tentare di arrivare almeno ad un cessate il fuoco: Il papa di ritorno dall’Ungheria, aveva annunciato una missione di pace, ancora riservata, smentita tuttavia sia da Kiev che da Mosca, e invece confermata dal Segretario di Stato Parolin. Bergoglio e Zelenski si sono sentiti piu’ volte al telefono in questi mesi, il 27 aprile Francesco aveva ricevuto in Vaticano il premier Shmyhal che gli aveva chiesto aiuto per riportare in Ucraina i bambini deportati in Russia. Il pontefice, che ha inviato tramite il cardinale Krajevski aiuti umanitari a Kiev e che continua senza sosta a denunciare le sofferenze del martoriato popolo ucraino e’ stato invitato piu’ volte a recarsi a kiev, ma la visita – per la Santa Sede – puo’ realizzarsi solo se contestualmente al pontefice verra’ data la possibilita’ di andare anche a Mosca. Una missione delicatissima dunque, come hanno dimostrato gli incidenti di percorso degli ultimi tempi: Gli ucraini non hanno nascosto la delusione per l’equivicinanza della Santa Sede, solidale con il popolo ucraino ma che tende la mano al leader russo Putin, anche se al momento non ricambiato. Per il consigliere di Zelensky Podoliak, la mediazione di Bergoglio sarebbe appropriata nelle questioni umanitarie. il servizio del Tg2 ore 13

Immagine di Giovan Battista Brunori

Giovan Battista Brunori