A suscitare in tutto il mondo una enorme sorpresa – subito dopo l’elezione del primo gesuita, primo latinoamericano, primo papa ad avere il coraggio di prendere il nome di Francesco di Assisi – è la scelta di rinunciare all’appartamento con la A maiuscola, quello tradizionalmente riservato al romano pontefice e andare a risiedere nella residenza Santa Marta. Una rottura che già indica un programma: la sobrietà, la semplicità e la povertà come stile di vita, rompendo gli equilibri del sistema curiale. Il papa delle sorprese dice con semplicità: “sono sempre stato abituato a stare con gli altri preti. voglio vivere in modo normale” per quanto possibile. L’arcivescovo di Buenos Aires che si cucinava da solo e che per spostarsi prendeva in mezzi pubblici, il figlio di migranti piemontesi, sceglie Lampedusa per il suo primo viaggio del pontificato – per rendere omaggio alle vittime di quello che è diventato il più grande cimitero d’Europa – quindi a lesbo, per contrastare quella che chiama la globalizzazione dell’indifferenza. Nel 2015 firma la prima enciclica sociale dedicata al tema dell’ambiente, la Laudato Si, contro il degrado dell’ambiente ma anche contro il degrado morale che provoca sul pianeta quelle devastazioni. Indica la strada della fraternità per costruire un mondo migliore e pacifico: è l’enciclica fratelli tutti, del 2020. Le religioni possono diventare soluzione del problema se promuovono insieme la giustizia, se lottano per la pace, se intendono porre fine alla violenza e al terrorismo che si maschera con motivazioni religiose. E’ il momento della storica firma della Dichiarazione di Abu Dhabi sulla Fratellanza umana, insieme con il grande imam di Al Azhar. Un’alleanza che il pontefice rilancia con tutte le religioni mondiali, in particolare l’ebraismo.Il papa che concepisce la Chiesa come un ospedale da campo, sceglie scelto di stare vicino a tutti – durante l’orribile periodo della pandemia – restando solo a pregare in una piazza san Pietro desolatamente vuota. Rilancia la lotta agli abusi, via dolorosa e molto lunga, confermando e rafforzando la scelta della Chiesa di mettersi dalla parte delle vittime. Il papa rivoluzionario che ha aumentato notevolmente il numero delle donne nel governo della chiesa, tanto da far parlare di un’onda rosa, ha compiuto 40 viaggi internazionali, senza tuttavia coronare il sogno di un viaggio a Pechino o a Mosca. L’outsider del conclave, diventato papa dopo le storiche dimissioni del predecessore – cosi’ diverso nel temperamento di Joseph Ratzinger – firma con Benedetto XVI a 4 mani la sua prima enciclica “Lumen fidei” nel 2013. Oggi viene attaccato dal fronte progressista, che sperava in riforme più radicali, ma viene criticato furiosamente dal fronte opposto, quello tradizionalista. Dieci anni dopo, il papa degli ultimi non si scompone: il dibattito nella chiesa è utile – afferma – le critiche aiutano a crescere. Il servizio del Tg2 ore 13





