“In questi giorni tanta gente ha perso il lavoro, non sono stati riassunti, lavoravano in nero”. Anche oggi le sofferenze di tante persone rimaste disoccupate a causa del coronavirus sono state evocate durante la messa del mattino a Santa Marta. Papa Francesco – che già i primi di aprile invitava tutti a pregare e a pensare alla povertà e alla fame del dopo pandemia – non si stanca ora di invocare la fine delle sofferenze di tanta gente. “Preghiamo per questi fratelli e sorelle nostri che soffrono per questa mancanza di lavoro” ha sottolineato il pontefice che non si stanca di spingere i credenti di tutte le fedi a mobilitarsi in questo periodo così difficile: proprio per invocare la fine della pandemia Papa Francesco e Tawadros II, capo della chiesa copta ortodossa e Patriarca di Alessandria in Egitto – nel corso di un colloquio telefonico (in occasione della Giornata dell’amore fraterno tra la Chiesa copta ortodossa e la Chiesa cattolica) si sono dati appuntamento al 14 maggio giornata mondiale di preghiera, digiuno e opere di carità per liberare il pianeta dal Coronavirus: evento che coinvolgerà leader religiosi di tutto il mondo per iniziativa dell’Alto Comitato per la fratellanza umana, nato su ispirazione dello storico documento cattolico-islamico siglato più di un anno fa dal papa ad abu dabi con il grande imam dell’Università di Al Azhar, autorevole istituzione dell’Islam sunnita.
Guarda il servizio di Giovan Battista Brunori al Tg2 ore 13 del 11 maggio 2020





