Il papa emerito Joseph Ratzinger Benedetto XVI torna a far discutere dal suo ritiro nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano: il nuovo libro “Ebrei e Cristiani” – a cura del bravissimo Elio Guerriero e presentato alla Pontificia Università Lateranense – mostra ancora una volta che per il papa teologo, il dialogo ebraico cristiano è sempre stato una priorità e ribadisce con grande chiarezza alcuni punti fermi: 1) Condanna dell’antisemitismo cristiano 2) Condanna della “teoria della sostituzione” secondo la quale Israele dopo aver rifiutato Gesù aveva smesso di essere portatore delle promesse di Dio. Israele era e resta il popolo eletto 3) Israele è la “radice santa” sulla quale è cresciuta la Chiesa: l’alleanza con il popolo ebraico non è mai stata revocata e gli ebrei restano carissimi a Dio 4) Gli ebrei restano custodi della Sacra Scrittura (l’Antico Testamento, sacro anche per i cristiani) che Ratzinger chiama “Libro di speranza” 5) La Chiesa non vuole una “missione” verso gli ebrei ma dialogo: l’unità tra le due religioni verrà raggiunta solo alla fine dei tempi 6) La stessa nascita dello Stato d’Israele è un misterioso segno della fedeltà di Dio al popolo ebraico 7) la diaspora del popolo ebraico non è stata una “punizione” ma una “missione” nel mondo. E altro ancora…
Non c’è da stupirsi poi se Joseph Ratzinger Benedetto XVI, stimatissimo papa dell’identità cattolica, sia considerato anche in alcuni ambienti ebraici uno dei migliori pontefici della storia della Chiesa…
Il servizio del Tg2 sul libro “Ebrei e cristiani” San Paolo, si trova al minuto 8′ 14″





