La madre di una delle manifestanti viene presa per i capelli, trascinata via, e incarcerata. accade in Iran, in una delle tante città dove divampano di nuovo le proteste: donne e uomini di ogni età e classe sociale gridano “donna vita libertà” e chiedono la fine del regime; le forze dell’ordine picchiano i manifestanti, sparano lacrimogeni
le nuove proteste sono divampate contro i misteriosi casi di avvelenamento: per molti si tratterebbe di una violenta campagna contro l’istruzione femminile. dal primo caso, a novembre, nella città santa di Qom, sono oramai migliaia le ragazze che hanno riportato sintomi di avvelenamento, problemi respiratori, nausea. dalla morte di Mahsa Amini, avvenuta in carcere sei mesi fa, arrestata perché non portava correttamente il velo, sono centinaia i manifestanti uccisi, anche bambini, 19 mila arrestati.
Come sempre, il regime accusa forze nemiche: gli attacchi alle studentesse – afferma il presidente Raisi – farebbero parte della guerra ibrida scatenata dal nemico per destabilizzare il paese. Il servizio del Tg2 ore 20.30 del 7 marzo 2023





