Il 3 giugno 1963 moriva Angelo Roncalli, eletto papa con il nome di Giovanni XXIII. Dicevano di lui, anziano com’era, eletto papa all’età di 79 anni, che doveva essere un “papa di transizione”. E invece, dopo la morte di Pio XII, il papa della seconda guerra mondiale, convocando il Concilio Vaticano II Giovanni XXIII cambio’ per sempre la storia della chiesa, aprendola al dialogo con il mondo contemporaneo e al dialogo ecumenico ed interreligioso. Accompagnava l’apertura del concilio con il celebre discorso alla luna, otto mesi prima della morte, avvenuta il 3 giugno 1963.
Come ha ricordato papa Francesco, incontrando i pellegrini giunti da Sotto il monte e Concesio, terre di origine Giovanni XXIII e di Paolo VI – a sessant’anni dalla morte di Roncalli e dall’elezione del successore Paolo VI, “i due pontefici hanno vissuto come protagonisti l’ondata di nuova vitalità che ha accompagnato il concilio vaticano ii affrontando i pericoli del terrorismo e della guerra fredda”.
“I santi non si fabbricano in laboratorio” ma si fanno con il lavoro di tutti – ha scandito il pontefice: “fate tesoro delle vostre radici” ha sottolineato Bergoglio, radici che affondano nelle terre di origine dei due papi, le campagne della bergamasca e le terre bresciane. Il servizio del Tg2 ore 13





